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Informazioni utili sulla Radiologia Odontoiatrica

Il post di oggi prende spunto da una giornata dedicata alla radiologia odontoiatrica cui abbiamo partecipato sabato scorso. Si tratta di momenti di riflessione importanti, che ci permettono di fare il punto sulla nostra rispondenza in termini di macchinari e di protocolli agli sviluppi del mondo esterno.  E ci forniscono anche l’occasione per rigirarVi  alcune utili informazioni di servizio in questo campo.

Anzitutto:  quali sono le rx tipiche cui un paziente odontoiatrico può essere sottoposto e come e quando dovrebbero essere prescritte ? Quali sono le regole dettate dalle normative e regolamenti di settore ?

Cosa dovrebbe guardare un paziente in uno studio e quali strumenti può avere per farsi un idea della rispondenza alle buone pratiche che uno studio dentistico o una clinica odontoiatrica pratica o meno ?

Si tratta di temi di un certo interesse per il paziente e meritano qualche considerazione sempre nell’ambito di quelle scelte consapevoli che un paziente dovrebbe essere in grado di praticare quando sceglie un dentista.

Anzitutto, le radiazioni ionizzanti fanno male ? Certamente oggi molto meno di ieri, in quanto la tecnologia ha portato allo studio e alla costruzione di macchinari sempre più sofisticati, che associano una maggiore definizione ( e quindi precisione delle immagini e delle diagnosi relative )  ad una sempre minore emissione di raggi. Ma non vi è dubbio che un minimo danno le rx le procurano ancora. Quindi vanno limitate ai casi in cui sono necessarie alla diagnosi.  Inoltre, i dettami legislativi impongono, anche in relazione agli sviluppi tecnologici, la minima invasività possibile.

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By | 26 novembre, 2013|Clinica Odontoiatrica, radiologia odontoiatrica|0 Comments

La parodontite: una patologia da prendere sul serio

Buongiorno a tutti,

una delle parole più cliccate su internet è parodontite (e/o piorrea, parodontopatia etc). Si tratta di una patologia che ha origini congenite e che spesso è aggravata da cattive abitudini del paziente; quest’ultimo,  per il fatto di non avere mai ricevuto informazioni e cure adeguate, la vede progredire fino al punto di perdere alcuni denti. La malattia infatti si manifesta inizialmente come infiammazione delle gengive causata dall’accumulo di tartaro sottogengivale, a volte solo in alcuni denti, e poi causa una progressiva retrazione ossea fino al punto da rendere mobili i denti e a causarne la caduta. Causando la retrazione dell’osso dell’arcata, nelle sue forme più acute può addirittura rendere impossibile la riabilitazione protesica con l’inserzione di impianti e quindi portare come unica soluzione alla protesi mobile (dentiera ).

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