FAQ – Parodontologia – Piorrea

Premessa:

Le risposte che forniamo alle singole faq sono puramente indicative e non possono sostituire una diagnosi che può essere effettuata solo dopo una visita specialistica al paziente, tali e tante possono essere le variabili in gioco fra un caso e l’altro. Il nostro unico intento è quello di fornire delle informazioni di prima mano su tematiche che possono interessare e impensierire i frequentatori del nostro sito, ma non debbono e non possono essere utilizzate come strumento di improbabile auto-diagnosi senza aver prima consultato un clinico esperto. Per chi tra voi volesse decidere di venirci a trovare, è giusto informarvi che nella nostra clinica le visite sono gratuite; evidentemente non vi si chiede altro che di investire un po’ del vostro e del nostro tempo per tutelare la vostra salute.

 

PARODONTOLOGIA – PIORREA

Che cosa significa avere la parodontite?
La parodontite è una malattia infettiva multifattoriale, assai insidiosa, che può presentarsi con diversi livelli di gravità. Molto spesso il paziente sottostima la presenza della malattia stessa in quanto gli esordi sono subdoli e i segni clinici non appaiono in maniera vistosa ad un occhio non esperto. Essendo causata prevalentemente da determinate tipologie di batteri, si manifesta in una infezione che interessa in un primo momento la gengiva fino a coinvolgere l’osso che sostiene l’elemento e gli elementi dentali. Va subito sottolineato che la cura della parodontite può servire quasi sempre (tranne nei casi lievi) ad arrestare il decorso della malattia ma quasi mai a ripristinare la situazione ante malattia. Ha una forte componente genetica ed in alcuni casi può essere associata a malattie come il diabete. Come già rilevato inizialmente attacca la parte molle del parodonto, cioè la gengiva, per poi attaccare direttamente l’osso che sostiene la dentatura. Quando l’osso è interessato da una infezione si ritrae ed è per questo motivo che, nei casi più gravi, la parodontite può causare dapprima la mobilità e successivamente la perdita completa dei denti. In situazioni normali la parodontite si cura con protocolli particolari che richiedono controlli molto frequenti in cui vengono praticate sedute di igiene e di motivazione alla corretta igiene orale e levigatura radicolare. E’ di assoluta importanza che il paziente collabori, pena il fallimento della terapia. Nei casi più gravi si rendono necessari interventi di chirurgia muco gengivale e di rigenerazione ossea. E’ opportuno ricordare che in questa fase della terapia la collaborazione del paziente è fondamentale: nei casi in cui il paziente non collabora, persiste in abitudini viziate (fumo, scarsa igiene domiciliare, irregolarità nei controlli) e presenta la dentatura ormai quasi completamente compromessa, si preferisce optare in accordo col paziente per la bonifica totale degli elementi compromessi (estrazioni) e il ripristino della dentatura con protesi mobili o su impianti.

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Se la levigatura radicolare non basta che bisogna fare?
Si opta per la chirurgia parodontale. In una o più sedute operatorie vengono corretti difetti ossei e le gengive vengono predisposte alla guarigione. Naturalmente condizione necessaria per il trattamento chirurgico è il proseguimento della terapia parodontale, attraverso un mantenimento costante, rappresentato da controlli frequenti e igiene scrupolosa.

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Che cos’è la piorrea?
La piorrea è un termine di uso comune, quindi non un termine tecnico, per identificare la malattia parodontale grave.

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Le parodontiti sono tutte uguali?
Assolutamente no, molto dipende dalla tipologia dei batteri che infestano il cavo orale: esistono colonie più o meno resistenti che in qualche caso richiedono oltre alla normali terapie anche trattamenti antibiotici da associare alle normali cure. In questa sede non è possibile descrivere la vasta gamma delle situazioni possibili. Chiunque avverta i sintomi di questa malattia deve farsi visitare da uno specialista, il parodontologo.

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L’uso di droghe può causare la parodontite?
L’uso di determinate droghe può essere un elemento che può effettivamente causare la parodontite o accelerarne il corso esattamente come il fumo, la scarsa igiene orale e l’utilizzo di spazzolini incongrui, in particolare spazzolini con setole dure che – lo si ricorda – non vanno mai usati su denti naturali ma esclusivamente su protesi; per i denti naturali vanno utilizzati solo spazzolini morbidi o medi.

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Quali sono le cause che fanno muovere i denti?
Molteplici. Alcuni non solo legati alla parodontite, un infezione su un singolo elemento, una sofferenza del tratto alveo- dentario dovuto ad un sovraccarico occlusale perché le due arcate dentarie hanno per svariati motivi un rapporto incongruo. Quello che conta in questa sede sottolineare è che non sempre la mobilità è associata alla parodontite, solo un medico può dare una risposta scientifica al singolo caso.

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A cosa è dovuta la sensibilità dentale?
Si tratta di un fattore assolutamente soggettivo che può anche variare sullo stesso individuo nel tempo. Le cause principali di una insorta sensibilità dentale che prima il paziente non avvertiva sono rappresentate da varie forme di erosione del dente legate ala tempo e all’usura, le retrazioni gengivali o le conseguenze di terapie conservative o protesiche. In particolare le retrazioni gengivali possono provocare sensibilità gengivali e dolore paragonabile a quello delle carie profonde. Nei casi più lievi l’utilizzo di colluttori o dentifrici specifici possono risolvere il problema, in casi più complessi le terapie possono essere , nel caso di retrazione gengivale, la rigenerazione guidata con l’ausilio di membrane o l’eventuale devitalizzazioni di alcuni elementi dentali.

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La gravidanza può rovinare i denti?
Assolutamente si, è molto facile che una donna in gravidanza possa incorrere in problemi del cavo orale carie, arrossamenti , gonfiori del cavo orale e delle gengive. La questione si complica per il fatto che molti dentisti esitano spesso ad effettuare lastre ai fini diagnostici o addirittura a curare donne in gravidanza per paura di eventuali reazioni alle anestesie locali. In realtà il problema delle lastre esiste solo nei primi tre mesi di gravidanza e il problema delle reazioni alle anestesie può essere superato con specifiche terapie farmacologiche. Rrimandare di mesi le cure per paura di questi problemi che comunque sono trattabili, può procurare danni permanenti alla salute orale che non è proprio il caso di procurarsi.

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La parodontite comporta necessariamente l’estrazione di tutti i denti?
Non comporta necessariamente l’estrazione di tutti i denti, tutt’altro. Solo nei casi in cui quest’ultima è in stato molto avanzato ed il paziente non collabora, (cioè non è disposto a cambiare le sue cattive abitudini non si sottopone alle visite di controllo ecc) il dentista può optare sempre se in accordo col paziente per la bonifica totale e ripristino della dentatura con protesi mobili o implanto – supportate. Va tenuto presente che la bonifica totale unita agli altri trattamenti normalmente previsti e già descritti comporta anche la mutazione della flora batterica e riduce i siti infettivi.

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Per curare la parodontite esistono protocolli particolari?
Li abbiamo già descritti ma riepiloghiamo: sedute di igiene e levigatura, terapie antibiotiche specifiche, chirurgia muco- gengivale e rigenerazione ossea, splintaggio ed in alcuni casi bonifica totale.

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E’ vero che la parodontite acuta comporta necessariamente l’estrazione dei denti compromessi e l’inserimento degli impianti?
No, si tratta di una delle opzioni normalmente associata alla contestuale presenza di due condizioni: mobilità irreparabile dei denti e/o scarsa collaborazione del paziente ad una terapia parodentale che richiede disciplina e lunga durata oltre che abitudini viziate che il paziente non è disposto a modificare.

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