FAQ – Odontoiatria conservativa

Premessa:

Le risposte che forniamo alle singole faq sono puramente indicative e non possono sostituire una diagnosi che può essere effettuata solo dopo una visita specialistica al paziente, tali e tante possono essere le variabili in gioco fra un caso e l’altro. Il nostro unico intento è quello di fornire delle informazioni di prima mano su tematiche che possono interessare e impensierire i frequentatori del nostro sito, ma non debbono e non possono essere utilizzate come strumento di improbabile auto-diagnosi senza aver prima consultato un clinico esperto. Per chi tra voi volesse decidere di venirci a trovare, è giusto informarvi che nella nostra clinica le visite sono gratuite; evidentemente non vi si chiede altro che di investire un po’ del vostro e del nostro tempo per tutelare la vostra salute.

ODONTOIATRIA CONSERVATIVA

Che cos’è la carie?
Per carie dentaria si intende la demineralizzazione progressiva dello smalto e/o della dentina a causa di un attacco batterico, che favorisce la formazione di una cavità più o meno profonda, che dalla superficie del dente si estende in profondità fino ad intaccare la polpa dentaria nei casi più gravi. Il sintomo più frequente nella carie semplice è una forte sensibilità del dente al caldo e/o al freddo o ai cibi particolarmente dolci, salati o acidi. Nei casi più gravi, compare anche un dolore più o meno forte fino ad arrivare, in caso di una grossa infiammazione della polpa dentaria, alla così detta pulpite acuta. Premesso che la predisposizione alle carie è più o meno elevata e varia da soggetto a soggetto, è certo che per ridurre al minimo queste demineralizzazioni è opportuno evitare l’abuso di cibi poco consistenti e molto ricchi di zuccheri, effettuare una corretta igiene orale e soprattutto sottoporsi a visite dal dentista con una certa regolarità, anche in assenza di sintomi.

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Che cosa è la placca batterica?

La placca comunemente detta batterica non è visibile ad occhio nudo ed è costituita da microrganismi, batteri e non ( bio-film ). Si tratta del deposito di innumerevoli specie di microrganismi inglobati in una matrice formata da prodotti derivanti dal metabolismo batterico, cellule di sfaldamento della mucosa del cavo orale, sostanze che derivano dalla saliva, dal siero ematico e dagli alimenti. E una delle cause riconosciute universalmente dei processi cariosi e delle malattie gengivali e parodontali. Il tartaro si forma per calcificazione dei minerali presenti nella saliva e questo costituisce il substrato per una maggiore adesione batterica

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Quando e perché la carie provoca dolore?

Il dolore appare quando il processo carioso raggiunge la dentina; in questa fase si manifesta con sensibilità pronunciate al freddo e/o al caldo. Se la carie non viene curata, il processo prosegue e raggiunge la polpa dentaria: in questa fase il dolore diviene spontaneo soprattutto di notte in posizione supina.

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Perché sono importanti le visite di prevenzione?

Effettuare frequenti visite di prevenzione (tipicamente ogni 6 mesi) è importante perché il dentista può evidenziare la presenza di una carie anche non dolorosa ed allo stato iniziale; questo comporta che la carie può essere curata con una piccola otturazione, evitando che la stessa possa avanzare e distruggere una porzione più grande del dente; questo si rende molto utile ad evitare anzitutto la comparsa del dolore e la necessità di cure più invasive (devitalizzazioni e protesizzazione del dente residuo) e poi anche spese più ingenti per la cura. La differenza in termini di costo oltre che di invasività delle necessarie cure può essere molto elevata semplicemente curando la carie per tempo.

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Perché curare la carie anche quando non c’è dolore?

Premesso che la sensibilità al dolore (soglia del dolore) varia da soggetto a soggetto, è importante ricordare che quasi sempre quando compare il dolore significa che il processo carioso è già avanzato. Quindi, curandolo per tempo, cioè quando ancora non è insorto il dolore, si può risolvere il problema con una piccola otturazione. Si ottiene così il risultato della salvaguardia del proprio dente sostenendo, per di più, minori spese.

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Perché curare la carie e non estrarre il dente cariato?

Se un dente può essere curato, è sempre meglio farlo al posto di qualunque altra soluzione. Per quanto l’odontoiatria sia andata incontro a grandi passi avanti sul piano tecnologico, non esiste alcuna soluzione artificiale che possa eguagliare la qualità di un dente naturale. Se poi l’idea è quella di estrarre il dente e non sostituirlo con nessuna forma protesica artificiale (ponte o corona su impianto o protesi mobile), va tenuto presente che: la funzione masticatoria ne verrebbe compromessa perché i denti vicini, subito dopo l’estrazione del dente, tendono a muoversi uno verso l’altro nel tentativo di colmare lo spazio che si è formato e, così facendo, modificano la funzione masticatoria con una serie di effetti collaterali per nulla positivi. Inoltre, nella zona in cui è stata rimosso il dente, l’osso sottostante si atrofizza fino al punto, passati alcuni anni, di impedire l’istallazione di impianti endossei con cui sostituire il dente. In conclusione, non esiste alcun valido motivo per estrarre un dente quando lo si può curare.

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E’ necessario curare i denti da latte?

Si, sempre, anche per evitare la comparsa del dolore che nei bambini può essere particolarmente traumatica. E’ importante che soprattutto le prime volte che i bambini si recano dal dentista lo facciano per delle visite preventive e non per togliere il dolore. In caso contrario, per tutta la loro vita, potrebbero mantenere la paura del dentista. Inoltre, la visita serve anche in chiave preventiva per imparare corrette tecniche di igiene orale. L’unico caso in cui non vanno curati i denti da latte si ha quando gli stessi sono prossimi alla caduta per lasciare il posto ai denti definitivi.

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E’ possibile prevenire l’insorgenza delle carie?

Premesso che non tutti siamo uguali e che esistono soggetti più o meno cario-recettivi per una miriade di ragioni diverse, è indubbio che una corretta igiene orale unita a buone abitudini alimentari possono notevolmente limitare il rischio di insorgenza delle patologie cariose. Visite periodiche di controllo dal dentista e sedute di igiene orale professionale fanno il resto. In età pediatrica possono essere utili anche la somministrazione di fluoro e della sigillatura dei solchi occlusali dei molari e dei premolari appena erotti.

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