FAQ – Endodonzia

Premessa:

Le risposte che forniamo alle singole faq sono puramente indicative e non possono sostituire una diagnosi che può essere effettuata solo dopo una visita specialistica al paziente, tali e tante possono essere le variabili in gioco fra un caso e l’altro. Il nostro unico intento è quello di fornire delle informazioni di prima mano su tematiche che possono interessare e impensierire i frequentatori del nostro sito, ma non debbono e non possono essere utilizzate come strumento di improbabile auto-diagnosi senza aver prima consultato un clinico esperto. Per chi tra voi volesse decidere di venirci a trovare, è giusto informarvi che nella nostra clinica le visite sono gratuite; evidentemente non vi si chiede altro che di investire un po’ del vostro e del nostro tempo per tutelare la vostra salute.

 

IGIENE E SBIANCAMENTO

Con quale frequenza è opportuno effettuare una igiene dentale dal dentista?
Non esiste una regola fissa nel senso che ognuno di noi produce più o meno tartaro e ha peculiarità specifiche in bocca; molto dipende poi dalle abitudini del paziente, dalla sua dieta e dal   fatto se fumi o meno. Dalla sua igiene orale quotidiana; a seconda dei casi la frequenza corretta può variare da ogni tre mesi a dodici mesi. Sottoporsi a controlli almeno semestrali presso il proprio dentista di fiducia permette di sincronizzare la frequenza corretta sulla peculiarità di ogni paziente.

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Quali sono le tecniche di igiene più efficaci?
Non esistono tecniche di igiene più o meno efficaci ma tecniche diverse da adattare a casi specifici. L’importante non è la tecnica ma il come viene fatta. Con riguardo invece alla cosa che preoccupa maggiormente i pazienti, cioè il dolore, esistono delle tecniche per ridurre al minimo il fastidio provato durante la seduta di igiene. Esiste una figura professionale, l’igienista dentale, che ha conseguito un apposito diploma di laurea, che si occupa di prevenzione, prevalentemente di igiene, trattamenti parodontali di levigatura delle radici, fluoroprofilassi, trattamenti desensibilizzanti, sigillature e sbiancamenti che inoltre può spiegare e mostrare al paziente le corrette tecniche di mantenimento per la salute del cavo orale . L’igienista è una figura professionale sanitaria riconosciuta dal Ministero della Salute e, pu non essendo stato creato ancora un Albo come per i Medici, è l’unica figura abilitata ad esercitare la professione, per cui è bene che il paziente verifichi se l’igienista dentale sia in possesso o meno del certificato di laurea.

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Si può migliorare l’igiene dentale a casa propria?
Certamente si e accade molto spesso, soprattutto in questo paese, dove le persone sono mediamente disinformate su questo tema; uno dei motivi più importanti che dovrebbero spingere le persone a sottoporsi a frequenti sedute di igiene professionale dal proprio dentista o igienista è proprio quello di imparare le corrette tecniche di igiene quotidiane. IL professionista potrà consigliare l’utilizzo dello spazzolino idoneo alla personale situazione del paziente e mostrare altri strumenti complementari allo spazzolino necessari a far sì che l’igiene quotidiana sia effettivamente efficace.

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Perché in alcuni casi i denti diventano scuri?
Lo scurimento dei denti può essere dovuto a fattori interni e esterni. Le macchie esterne sono quelle che si formano sulla superficie dello smalto e possono dipendere da tartaro, fumo o abuso di cibi come liquirizia, caffè, te vino rosso o ancora all’utilizzo di colluttori che contengono clorexidina . Queste macchie si tolgono facilmente con l’igiene professionale effettuata dal dentista ma si riformano altrettanto facilmente mantenendo le stesse abitudini alimentari e in mancanza di un igiene adeguata da parte del paziente. Nel tempo tuttavia , le pigmentazioni dovute a fattori esterni possono penetrare all’interno dello smalto determinando delle discromie non più rimovibili con il semplice trattamento di igiene. I fattori interni invece agiscono durante la formazione del dente stesso. Possono essere diversi, ad esempio: l’uso di particolari antibiotici durante l’infanzia o anche da parte della madre in gravidanza che dà ai denti una colorazione scura a bande orizzontali; l’eccesso di fluoro durante l’epoca di formazione dei denti che causa la fluorosi, cioè una colorazione dei denti che va dal bianco al marrone; la bilirubina dei soggetti talassemici; anomalie congenite nella formazione dello smalto e della dentina che prendono il nome rispettivamente di amelogenesi o dentinogenesi imperfetta. Ancora, un altro fattore interno è rappresentato da traumi del dente o da terapie canalari scorrette che provocano lo scurimento all’interno del dente per rimediare al quale esistono sistemi di sbiancamento appositi.

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Lo sbiancamento dei denti è sicuro?
Come tutte le procedure cliniche estetiche è sicuro se viene eseguito da un operatore esperto e con i materiali e i protocolli corretti. Se si fa riferimento all’efficacia dello sbiancamento, non tutti i casi ottengono lo stesso risultato; ci sono particolari discromie che non hanno la possibilità di modificarsi in maniera soddisfacente con lo sbiancamento professionale tradizionale; di questo, deve essere reso edotto il paziente e gli devono eventualmente essere suggerite terapie alternative, anche di natura estetica. Infatti, l’efficacia dello sbiancamento dipende fondamentalmente dalla tipologia di macchie presenti sui denti. Va poi ricordato che le sostanze sbiancanti non agiscono se i denti sono coperti da tartaro o macchie di fumo e nemmeno funzionano sulle otturazioni e le corone protesiche, anche per questo viene prima eseguita una detartrasi professionale sui denti. Più in generale le sostanze sbiancanti non sono dannose per lo smalto, questo sempre che vengano utilizzati materiali professionali sicuri e certificati ( e anche di un certo costo ), lo sottolineiamo, perché tutti coloro che accettano di effettuare tale trattamento presso studi che praticano tariffe ridicole (lo sbiancamento a 70 euro per intenderci) hanno ottime probabilità di vedersi applicare sostanze scadenti e da parte di operatori poco professionali. In alcuni casi può verificarsi un effetto collaterale del tutto transitorio, ovvero una maggiore sensibilità al caldo e al freddo che può essere in parte mitigato con l’applicazione di un gel al fluoro, fino a scomparire spontaneamente nel giro di qualche giorno.

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Quanto si sbiancano i denti?
La tecnica sbiancante utilizzata ( energia luminosa più gel sbiancante) può determinare uno schiarimento fino ad un massimo di 9 gradi di tonalità, tuttavia va subito detto che ogni paziente fa caso a sè. Nei casi più critici potrebbero essere necessarie più di una seduta. IL trattamento sbiancante può essere effettuato anche per armonizzare il colore dei denti naturali con una corona e un ponte esistenti o in previsione di un loro rifacimento. Si cerca sempre di far comprendere ai pazienti che non tutti possono avere i denti bianchissimi come quelli che ci propone l’immagine di talune stars. Anche in quei casi, molto spesso i denti sono stati ricoperti da faccette estetiche realizzabili in laboratorio. Ognuno di noi ha un colore naturale che non può essere modificato, quello che andiamo ad eliminare sono le pigmentazioni dovute essenzialmente all’alimentazione, caffè, thè, fumo etc. , che inevitabilmente penetrano all’interno dello smalto. In base alle abitudini personali di igiene e all’uso di sostante pigmentanti, i denti, una volta sbiancati, potrebbero riscurirsi nel tempo. A distanza di un anno è possibile ripetere nuovamente lo sbiancamento professionale in tutta sicurezza. Concludiamo sottolineando che il trattamento è di pura natura estetica e che non ha nulla a che vedere con la salute del cavo orale, ma contribuisce al miglioramento e all’armonizzazione del sorriso, influendo sul benessere psicofisico del paziente.

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Quanto durano i risultati dello sbiancamento?
La durata dei risultati è assolutamente soggettiva e dipende delle tipologie di macchie come abbiamo già detto; rimane da ricordare che sulla durata del’effetto sbiancante incidono anche le abitudini del paziente: tabacco, caffè, te, bibite con coloranti, determinate tipologie di sostanze acid, non adeguata pulizia quotidiana ecc, riducono la durata del risultato mentre invece regolari sedute di igiene orale e uso di dentifrici sbiancanti allungano la durata del risultato. In ogni caso è da sconsigliare uno sbiancamento con frequenza superiore all’anno.

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Lo sbiancamento fa male?
No. Qualche paziente può avvertire una temporanea ipersensibilità dentale, normalmente di breve durata. Naturalmente, l’uso di mascherine protettive ed il rispetto dei protocolli rimangono essenziali onde evitare effetti negativi indesiderati.

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Lo sbiancamento è adatto a tutti?
Sostanzialmente si, anche se come già rilevato in alcuni casi individuabili ex ante, rischia di essere inefficace: i pazienti con determinate tipologie di macchie e abitudini viziate farebbero meglio a sottoporsi ad altri trattamenti di natura estetica al fine di ottenere risultati di lunga durata.

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La procedura di sbiancamento sbiancherà anche le corone e le otturazioni?
Assolutamente no, funziona solo su denti naturali.

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