La parodontite: una patologia da prendere sul serio
Buongiorno a tutti,
una delle parole più cliccate su internet è parodontite (e/o piorrea, parodontopatia etc). Si tratta di una patologia che ha origini congenite e che spesso è aggravata da cattive abitudini del paziente; quest’ultimo, per il fatto di non avere mai ricevuto informazioni e cure adeguate, la vede progredire fino al punto di perdere alcuni denti. La malattia infatti si manifesta inizialmente come infiammazione delle gengive causata dall’accumulo di tartaro sottogengivale, a volte solo in alcuni denti, e poi causa una progressiva retrazione ossea fino al punto da rendere mobili i denti e a causarne la caduta. Causando la retrazione dell’osso dell’arcata, nelle sue forme più acute può addirittura rendere impossibile la riabilitazione protesica con l’inserzione di impianti e quindi portare come unica soluzione alla protesi mobile (dentiera ).
Si tratta quindi di una patologia molto seria e non a caso è alta sul web la richiesta di informazioni sul tema; tuttavia, per paradosso, si tratta anche di una richiesta che riceve poche risposte esaustive e in cui l’offerta di trattamenti sanitari è meno nutrita. I motivi possono essere i più vari: probabilmente, il principale è che si tratta di una patologia non molto facile da curare, in quanto, perlomeno nei casi più gravi, la stessa richiede un protocollo sanitario particolare, di non facile applicabilità nella gran parte degli studi medici tradizionali, anche se ormai lo stesso protocollo è ormai condiviso e strutturato nell’ambito degli addetti ai lavori. Per avere un’idea di cosa comporti, già nella prima visita specialistica occorre effettuare un sondaggio accurato che richiede un certo tempo, e prescrizioni di terapie antibiotiche prolungate. Poi bisogna anche attrezzarsi, non solo in termini di strumenti, quanto in termini di procedure e collaboratori, il che può rallentare il resto delle cure. Infine, bisogna avere in studio dei medici preparati sul tema e con una certa esperienza nella chirurgia muco-gengivale e parodontale.
Tutto questo per una terapia che non può certo far guarire completamente il paziente, ma semplicemente impedire un ulteriore peggioramento della situazione. Essendo la stessa una terapia lunga e che richiede una certa collaborazione e convinzione da parte del paziente, non risulta facilmente condivisibile. Il paziente non è facile da convincere che già rallentare il decorso di una patologia come questa costituisce un grosso risultato.
Si tratta di uno di quei casi ben noti alla finanza comportamentale, la cosiddetta “prospettiva favolistica”, una sorta di distorsione nella percezione della realtà che è molto comune nelle persone. In qualche modo, su un piano ovviamente irrazionale, si spera che accada per miracolo qualcosa che impedisca un esito verso cui si scivola inevitabilmente proprio perché non si affronta il problema.
Quasi non bastasse, ci sono capitati spesso pazienti in stato più che avanzato di questa patologia che non avevano mai ricevute cure nel passato da parte di altri studi medici dentistici, neanche i più banali e condivisi e per i quali non serviva certo uno specialista. Delle volte, non avevano neanche ricevuto informazioni in merito alla serietà del problema. Siccome, nel nostro piccolo, di pazienti ne abbiamo visitato alcune migliaia, e tra costoro ci sono capitati davvero molti casi come quelli sovra descritti, la cosa ci ha fatto riflettere e ci ha spinto a studiare un protocollo specifico per questi pazienti. Avevamo già ovviamente nell’ambito dei nostri servizi anche quello della prevenzione e cura di questa patologia. Abbiamo lavorato ancora per affinare il nostro protocollo, individuando due specialisti, il Dott. Federico D’Isep e il Dott. Paolo Cappellani, a cui vengono demandate tutte le visite specialistiche. Ci siamo dotati poi di strumenti e procedure specifiche. Abbiamo infine deciso di enfatizzare anche a livello di comunicazione questa specializzazione, indicandola in home page sul sito . Qualcosa di simile è avvenuto per le perimplantiti e la rigenerazione ossea, di cui si occupano specificatamente sempre il Dott. D’Isep e il Dott. Cappellani.
Abbiamo già detto che la parodontite è legata molto spesso a cattive abitudini del paziente. In chiave preventiva, acquistano forte importanza le corrette istruzioni di igiene dentale, che non ci stancheremo mai di veicolare ai nostri pazienti. L’uso del cono di gomma, la scelta dello spazzolino e il suo corretto utilizzo, la visita di controllo almeno semestrale e la seduta di igiene prima dell’insorgere delle patologia e, una volta nata, l’utilizzo di dentifrici e altri prodotti specifici, il curettage e il monitoraggio possono già da soli scongiurare il rischio che una semplice gengivite degeneri in patologia vera e propria o che la patologia progredisca. L’accumulo di tartaro sottogengivale infatti costituisce spesso l’origine del problema. Nei casi avanzati occorre ovviamente altro: la prima cosa è fotografare la situazione con accuratezza, procedere alla riduzione dell’infezione in primis con la tarapia antibiotica e se necessario con un curettage anche a cielo aperto e altri presidi, salvare i denti ancora sani e procedere appena possibile a rimpiazzare quelli che non si possono salvare dopo averli estratti, il che può essere fatto con l’utilizzo di impianti e con altre tecniche a seconda della situazione. Occorre poi che il paziente entri in un ciclo di cure e di controlli regolari, almeno per la prima fase della cura, e che continui anche dopo a sottoporsi a controlli e terapie meno frequenti ma comunque ripetuti nel tempo; in particolare, quasi sempre un paziente parodontale deve sottoporsi, una volta curata e risolta la fase acuta, ad almeno tre sedute di igiene e curettage all’anno, cui si accompagnano le visite di monitoraggio con il parodontologo. Di più è poco utile dire in questa sede, in quanto esistono vari tipi di patologia che richiedono adattamenti terapeutici specifici, il che vale anche all’interno dello stesso tipo di patologia, a seconda di come il singolo paziente reagisce alle cure.
E’ di assoluta importanza che tale patologia trovi una risposta pronta e accurata e ci sembrava giusto sensibilizzarVi su questo spinoso tema che viene spesso trascurato. E rendere noto ai più che nel nostro Centro siamo pronti e strutturati ad affrontarlo.
Arrivederci al prossimo post.
Pietro Paolo Mastinu






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